SPLIT SECOND!

E finalmente eccoci qui! SPLIT SECOND ha appena preso il volo

Naturalmente insieme con i miei migliori auguri per un Natale splendido e un 2019 pieno di soddisfazioni — e grandiose letture! — per tutti voi!

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Lo trovate QUI su Amazon e solo qui!

Spero che vi piacerà! Di cosa parla? Ecco la quarta!

DARE LA CACCIA A RELIQUIE APPARTENENTI al glorioso passato della Galassia è un’occupazione pericolosa e lo sanno bene l’avventuriero Hale Harribow, l’ex militare Fermus Montague e la macchinista Duke Akeley che lavorano gomito a gomito sullo scalcagnato Jolly Roger. La concorrenza è spietata e pestare i piedi alla gente sbagliata può renderti la vita un inferno. Tuttavia imbattersi in un ‘diavolo’ sembra alquanto improbabile, almeno finché un vecchio collega di Fermus non lo contatta. Qualcuno che credeva morto durante la missione che anni prima lo ha indotto a lasciare la Flotta sta braccando lui e ciò che resta della sua vecchia Squadra, e fare da esca sembra l’unico modo per attirarlo allo scoperto. Montague è deciso a tenere alla larga dalla cosa il socio e la macchinista, ma quando una carica destinata a lui implode a bordo del Jolly Roger rischiando di ucciderli, si rende conto di non essere lui a condurre il gioco. Attirato tra gli incubi del passato e i mille occhi del pianeta Nukti, nell’aria soffocante tra enormi alberi dai tronchi a scaglie, piante lussureggianti e branchi di animali selvaggi, la pista lo conduce fino ai resti dell’antica Base di Ricerca che anni prima era stato inviato a spazzare via, e che adesso è nascosta da un impenetrabile campo di occultamento. E se l’unico modo per fermare il killer sembra svelare il segreto del Pianeta Verde, per farlo Fermus sa di aver bisogno dell’elemento sorpresa.

Il che significa coinvolgere l’imprevedibile socio Hale, Duke e persino il bot-reliquia Novedecimi…

PS: tra qualche giorno naturalmente ci sarà anche il cartaceo come per gli altri! 😀

SPLIT SECOND – Cover in Anteprima

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Ed eccomi qui!!! XD

Che ne dite della bozza della cover? Vi va di partire per questo misterioso pianeta verde? Non manca molto, ormai… Troverete:

UN’ANTICA BASE IN ROVINA,

UNA VECCHIA MISSIONE FALLITA,

e

UNA SCOPERTA INIMMAGINABILE.

…ma soprattutto una frazione di secondo, quella in cui puoi trovarti a dover prendere una decisione che potrebbe fare la differenza tra la vita e la morte!

Come usciranno dai guai i nostri scalcagnati eroi, stavolta?

 

…e paperback!

Di nuovo io, e solo per dire a voi affezionati e a chi lo cercava che finalmente trovate disponibile anche in paperback su Amazon:

 I SERPENTI DI MARKLANT

…per la bellezza, si fa per dire, di 687 pagine! XD

Oh! E per chi di voi lo cercava, trovate in versione cartacea anche:

l’ACCHIAPPAFULMINI

Elettroniche o no, buone letture!!!

I Serpenti di Marklant ebook cover     lacchiappafulmini-cover

 

 

 

 

I Serpenti di Marklant, ORA!

I Serpenti di Marklant

…e finalmente ci siamo!!!

Trovate da oggi, adesso, subitissimo se volete:

I SERPENTI DI MARKLANT

sullo store di Amazon. In e-book subito e in paperback, visto che la procedura è più lunga, con qualche giorno di ritardo (appena sarà ordinabile vi informerò).

I Serpenti di Marklant ebook prova cover

 

Trovate la quarta QUI e la preview se cliccate sulla copertina qui di fianco! Beh… spero che vi incuriosisca abbastanza da andare a dare un’occhiata! Come vi avevo anticipato è “grassottello” e spero anche che vi terrà compagnia per qualche lunga ora, ma soprattutto, che vi piacerà!

Buon viaggio e. se ne avete voglia, fatemi sapere…

😀 :mrgreen: 😆

Un pizzico di… I Serpenti di Marklant

Bene… ci siamo quasi… ma vi confesso che inserire a mano l’editing fatto su carta (causa forza maggiore) mi ricorda i miei primissimi libri… e l’enorme gratitudine che provo nei confronti dei pc e dei mezzi elettronici! 😆

Sperando nella vostra pazienza, intanto inserisco qui sotto un piccolissimo assaggio del primo capitolo…

Rifle&Sword

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 L’ULTIMO DRAGONE

Anno della Luce Esitante – 633° dall’Inizio dell’Assedio

I tre uomini procedevano verso sud da settimane, con lentezza esasperante. Erano costretti a muoversi sulle rocce quasi del tutto spoglie che cingevano la Conca, alte montagne simili a zanne sfoderate, fredde per la maggior parte dell’anno, inospitali e sinistre anche nei giorni di sole. Nonostante viaggiassero leggeri, erano ben armati; le loro cotte di cuoio erano foderate di metallo affumicato e avevano cappucci spessi calati sui volti anneriti. Le rocce però non perdonavano e ancor meno la Conca, così erano stati obbligati ad attendere la Bella Stagione prima di riprendere il loro cammino verso sud in direzione della città di Marca. La fortezza che sorvegliava l’unico passo praticabile tra quelle maledette montagne era la loro unica speranza.

Mentre procedeva a fatica, il più anziano dei tre alzò gli occhi al cielo con una smorfia. Trent’anni prima aveva superato quel tratto in volo, su una delle incredibili macchine volanti progettate e costruite in quella città; ora invece erano costretti a procedere a piedi ed era per questo che avevano atteso il sole. In quel tratto infatti, muoversi a piedi avrebbe significato scendere nella Conca e ciò rendeva quella parte del viaggio la più rischiosa. Perché i loro nemici, i più terribili avversari che gli uomini avessero mai affrontato, le raccapriccianti creature che nella città-fortezza di Marca erano chiamate Occlumsaac, dominavano incontrastate la Conca. E avevano due soli punti deboli: il fuoco e il sole.

Indugiare però non si era rivelata una grande idea.

Quell’anno il tempo era stato capriccioso. Dopo la neve e il vento tagliente, la Bella Stagione non aveva tenuto fede al proprio nome. C’erano state pioggia, nubi quando erano stati fortunati, e la sosta si era protratta troppo. I tre non avevano discusso perché non sarebbe servito a nulla, ma l’attesa era stata logorante; avevano aspettato finché la selvaggina, già scarsa, aveva iniziato a diminuire; poi non avevano avuto altra scelta che muoversi al primo accenno di sole, prima di finire le scorte di cibo e, soprattutto, il distillato di rotra di cui avevano bisogno per continuare il viaggio. Le semplici radici lattiginose che diventavano blu a contatto con l’aria e che crescevano solo tra le rocce non avrebbero tenuto a bada molto a lungo il ronzio.

Né il resto.

 

[estratto da I Serpenti di Marklant by Miki Monticelli]