Un pizzico di… I Serpenti di Marklant

Bene… ci siamo quasi… ma vi confesso che inserire a mano l’editing fatto su carta (causa forza maggiore) mi ricorda i miei primissimi libri… e l’enorme gratitudine che provo nei confronti dei pc e dei mezzi elettronici! 😆

Sperando nella vostra pazienza, intanto inserisco qui sotto un piccolissimo assaggio del primo capitolo…

Rifle&Sword

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 L’ULTIMO DRAGONE

Anno della Luce Esitante – 633° dall’Inizio dell’Assedio

I tre uomini procedevano verso sud da settimane, con lentezza esasperante. Erano costretti a muoversi sulle rocce quasi del tutto spoglie che cingevano la Conca, alte montagne simili a zanne sfoderate, fredde per la maggior parte dell’anno, inospitali e sinistre anche nei giorni di sole. Nonostante viaggiassero leggeri, erano ben armati; le loro cotte di cuoio erano foderate di metallo affumicato e avevano cappucci spessi calati sui volti anneriti. Le rocce però non perdonavano e ancor meno la Conca, così erano stati obbligati ad attendere la Bella Stagione prima di riprendere il loro cammino verso sud in direzione della città di Marca. La fortezza che sorvegliava l’unico passo praticabile tra quelle maledette montagne era la loro unica speranza.

Mentre procedeva a fatica, il più anziano dei tre alzò gli occhi al cielo con una smorfia. Trent’anni prima aveva superato quel tratto in volo, su una delle incredibili macchine volanti progettate e costruite in quella città; ora invece erano costretti a procedere a piedi ed era per questo che avevano atteso il sole. In quel tratto infatti, muoversi a piedi avrebbe significato scendere nella Conca e ciò rendeva quella parte del viaggio la più rischiosa. Perché i loro nemici, i più terribili avversari che gli uomini avessero mai affrontato, le raccapriccianti creature che nella città-fortezza di Marca erano chiamate Occlumsaac, dominavano incontrastate la Conca. E avevano due soli punti deboli: il fuoco e il sole.

Indugiare però non si era rivelata una grande idea.

Quell’anno il tempo era stato capriccioso. Dopo la neve e il vento tagliente, la Bella Stagione non aveva tenuto fede al proprio nome. C’erano state pioggia, nubi quando erano stati fortunati, e la sosta si era protratta troppo. I tre non avevano discusso perché non sarebbe servito a nulla, ma l’attesa era stata logorante; avevano aspettato finché la selvaggina, già scarsa, aveva iniziato a diminuire; poi non avevano avuto altra scelta che muoversi al primo accenno di sole, prima di finire le scorte di cibo e, soprattutto, il distillato di rotra di cui avevano bisogno per continuare il viaggio. Le semplici radici lattiginose che diventavano blu a contatto con l’aria e che crescevano solo tra le rocce non avrebbero tenuto a bada molto a lungo il ronzio.

Né il resto.

 

[estratto da I Serpenti di Marklant by Miki Monticelli]

 


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