Storie Postprandiali – n.5

Ed ecco (finalmente, direte voi) la conclusione della storia più terrificante che sia mai stata raccontata… ehm… naturalmente con l’ausilio di aspirapolveri, ingegneri, pareti di cartongesso e altri stupendi e tecnologicissimi effetti speciali…

[continua da qui]

 La mostruosa creatura era a dir poco inferocita!

I due giovin studenti balzarono indietro con un grido e Violetta, rendendosi conto che aveva l’estintore vicino, l’afferrò, tolse la sicura e inondò il mostro d’anidride carbonica gelata. Con un sinistro scricchiolio la figura rallentò e s’arrestò ululando furiosa, ma ormai surgelata.

 —Ma… ma chi è questo qui?— chiese allibito Pinuccio.

—Ma come? Non ne avevi mai sentito parlare? È il mostro leggendario della Facoltà. E io che non ci avevo mai creduto!— singhiozzò scacciando le lacrime Violetta.

—Cheeeeeeeee…?Vuoi dire… l’Ingegner Morte?

—Sì, lui.

—Per la miseria!

—Puoi dirlo forte. Voleva uccidermi e di me avresti ritrovato solo la pelle…— rabbrividì violentemente Violetta.

—Oh, cara…— disse allora Pinuccio.

—Oh, caro!

I due giovani s’abbracciarono e fecero per uscire dalla porta cigolante, ma d’un tratto Pinuccio si fermò.

—Aspetta!— disse. E con un certo britannico contegno si volse, tornò sui propri passi e dette una piccola spinta alla deforme statua ghiacciata, la quale cadde a terra, riducendosi in più di mille pezzi.

—Ora mi sento meglio— fece con un gran sorriso.

Violetta annuì. —Che ne diresti di un buon pranzo?— propose.

E questa fu la fine (poco dignitosa, invero) dell’Ingegner Morte.

O almeno… così si dice.

***

Con ciò, come anticipato, la storia finisce.

M’è d’uopo dirvi che non si sa se siano stati registrati altri casi di persone risucchiate dalle prese della corrente, da cui comunque è bene tenersi lontani, né si fa alcun cenno, nel vecchio racconto, a proposito di cosa mangiarono i due malcapitati perché, probabilmente, ciò avrebbe potuto far parte di un’altra storia del terrore… la quale ai tempi non fu, per vostra fortuna, scritta.

😀 😀 😀

Alla prossima!


5 thoughts on “Storie Postprandiali – n.5

  1. Ahah! Oh.. è fantastico (in tutti i sensi)! Povero Ingegner Morte.. ed io che lo consideravo il miglior personaggio! XD Ma il “vissero per sempre felici e contenti?”, mm.. forse è meglio un semplice “pranzarono velocemente, felici e contenti”.
    (che battuta pessima, oggi va così..). 🙂

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  2. @Valberici: Magari c’era. Era solo infinitamente meno ‘impedito’ dell’Ing. Morte… In effetti però hai ragione. Ho sempre sospettato qualcosa sugli esami di Analisi… 😆

    @Mimmi: Bè, se non altro si può dire che se i due giovani futuri ing non sono proprio due eroi almeno, come dire, non si impressionano facilmente! 😀

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  3. Ebbene eccomi reduce da un’attenta lettura integrale di “postprandiali”.
    Del resto era da marzo che non ne leggevo più l’inizio e, sebbene un’opera di Milki Monticelli (per tacer dell’Aramis) dovrebbe scavare solchi imperituri nella mia mente… ehm #faccina vergognosa# mi ero dimenticato come iniziava.

    Il finale mi ha ricordato Terminator 2, quando il terribile T1000 veniva analogamente congelato e spaccato in molti frammenti (ma poi questi frammenti di metallo liquido intelligente si ricomponevano una volta nuovamente riscaldati…)
    La mia opinione è che il mostruoso Ingegner Morte non poteva che essere un dottorando di Ingegneria Elettronica in quanto ne presenta le esatte caratteristiche: itterico, occhi gonfi, magro allampanato, curvo, dai vestiti lisi e grigi.
    Tali individui immolati all’Ingegneria ad un certo punto invariabilmente pensano di poter romanticamente rapire le ragazze attraverso le prese elettriche, o di poter donar loro caricabatterie di loro costruzione o sorprese dell’uovo di pasqua attivate da fotodiodi, con analoghi risultati di quelli della storia. Credetemi, ne ho esperienza.

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  4. AVVISO AI NAVIGANTI: quello dell’Incantatore è a tutti gli effetti un avviso per tutti coloro che volessero iscriversi a Ingegneria Elettronica!!! Attenzione! Valutate bene le conseguenze (…itterico, occhi gonfi, magro allampanato, curvo, dai vestiti lisi e grigi…) !!! Che poi non si dica: nessuno ci aveva avvertito!
    Ma come, a me nessuno ha mai tentato di regalare un caricabatterie di costruzione personalizzata, magari attivato da fotodiodi! 😉

    PS: …solchi imperituri??? Suvvia non esageriamo, neh! Quando si arriva alla quinta puntata può darsi che non ci si ricordi più il pregresso… io ora non mi ricordo quasi più il teorema di Weierstrass e tutti i suoi corollari… uhm… anche se non era a puntate!!! 😀

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