Quando i personaggi…

…ti dicono la loro è sempre un bene, quando decidono come comportarsi da soli pure. Anche se, ovviamente, creano qualche intoppo. In questo caso ad esempio – il seguito di Il Sangue di Marklant, per chi volesse saperlo – avevo pensato ad alcune belle dinamiche interne ai rapporti tra personaggi, c’era una una sorta di equilibrio tra temperamenti diversi e storie diverse, invece nello sviluppo del libro ne sono uscite altre. Per la serie: ehi, non puoi MAI programmare tutto, c’è sempre l’imprevisto in agguato!

Insolito? Uh… in realtà… non proprio. A me succede spesso.

D’altronde nutro un grande rispetto per i personaggi, per le loro caratteristiche e per le prove che affrontano e il modo in cui ne escono. Alla fine sono amici, ciascuno di loro a modo proprio. E ciascuno di loro si è guadagnato pagina dopo pagina il proprio posto nell’economia della storia, ciascuno di loro muove un piccolo ingranaggio che alla fine permette al meccanismo di funzionare… oops… ci risiamo con gli ingranaggi, lo so; il punto è che un inghippo in uno di quei minuscoli ingranaggi interrompe il flusso degli eventi, lo attorciglia, lo inceppa. Allora l’orologio della storia si ferma, le dita sulla tastiera esitano e soprattutto, i personaggi soffrono e ti guardano in cagnesco.

Qualcuno lo chiama BLOCCO, ma non lo è. E spesso sono i nostri eroi&antieroi che si accorgono per primi di inghippi che l’autore, dall’alto del pexels-photo-164457suo punto di vista sulla storia, non aveva notato. Incrociano le braccia e sollevano un sopracciglio come a dire: ma che accidenti stai combinando?D’altronde tu vedi il loro mondo attraverso una finestra, loro ci vivono in mezzo da sempre (il loro sempre, se non altro) e anche se sono spesso solo piccole incongruenze, più spesso ancora semplici dissonanze, se non le consideri sulla distanza diventano pesanti come mattoni.  Le dissonanze infatti non sono altro che la punta di un iceberg… Insomma, può capitare che non vogliano compiere certe azioni, o persino che s’innamorino di qualcuno a cui non avevi pensato, contro tutte le aspettative e contro tutti, o che decidano cose che non avevi preventivato e…

…e beh, questo è il segno che stai raccontando un mondo vivo, almeno per i tuoi occhi di scribacchino. A quel punto hai due strade che puoi percorrere, ma solo se li ascolti, se non vuoi fare il prepotente e forzarli ad ogni costo lungo una strada che non è la loro, se provi a guardare coi loro occhi, puoi capire quale ingranaggio si è inceppato e far tornare a funzionare tutto. O quasi. In modo diverso, bisogna dirlo, e quasi sempre migliore dell’idea iniziale. Perché ogni libro è vivo. Si evolve e cresce come una creatura. È una serie di frammenti che si combina mentre li racconti, e alla fine ha un proprio DNA, che ti sorprende ogni volta.

E se la storia comanda, sono i personaggi che la fanno!

A presto!


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