Il Blocco dello Scrittore

Dunque… era un po’ che non vi annoiavo con discorsi pseudo-scrittorii e così, visto che uno di voi affezionati mi ha stuzzicato, eccomi qui a tediarvi. Il suddetto argomento è tosto e spaventevole, chi tra voi scrive lo sa bene e probabilmente più che bene! Vediamo da dove posso cominciare…  ma come al solito, non prendetemi troppo sul serio, mi raccomando!!!

Ebbene, ecco, sì. Credo sia opportuno partire descrivendo il problema. Il che significa distinguere tra i diversi tipi di Blocco – ahimè, sì, ce ne sono diversi e non so nemmeno se l’elenco qui riportato sia completo.

a)      Il blocco in incipit – altrimenti detto ‘panico da pagina bianca’.

b)      Il blocco in medias res – altrimenti detto ‘angoscia da progresso inatteso’.

c)       Il blocco in explicit – conosciuto anche come ‘smarrimento da conclusione’.

d)      Il blocco notes – assai minaccioso… lo conoscono anche i non scrittori… ehm… lo so, perdonatemi per la battuta tremenda, non sono riuscita a resistere! 😉

Dunque… la prima cosa da dire è che non sono malattie. E che non esiste alcuna ‘cura’. Insomma, non si prende una pastiglia e tutto si aggiusta. Bisogna avere pazienza e lavorare senza arrendersi. Per la mia esperienza se si fa questo per lavoro o per hobby capita almeno una volta nella vita di incappare in uno dei suddetti blocchi. Se a qualcuno non è mai accaduto spero anche che non gli accada mai, ma per quel che mi riguarda c’è sempre un momento critico, in ogni libro, semplice o complesso che sia; è il famoso  momento in cui ti domandi: ma che diamine sto combinando?

La risposta in genere è… AAAARGH!

Sopravvissuti alla shock del momento, bisogna prendere il toro per le corna. Veniamo dunque al dettaglio.

Non so dirvi molto a proposito del punto a) ovvero del panico da pagina bianca. Fondamentalmente se non ho una storia in mente non mi metto davanti a una pagina bianca (sullo schermo o sul notes), quindi difficilmente ho un blocco. C’è come sempre la difficoltà del partire con le prime parole… ma quella è una delle regole fondamentali della vita, più o meno. A quanto ho sentito molti si lasciano intimidire dal fatto che, se l’inizio è sbagliato – troppo lento, troppo veloce, troppo troppo o troppo poco – il fantomatico lettore futuro non procederà oltre… bè, in quel caso provate a pensare che, se non scrivete altro, di sicuro non procederà oltre. Potete anche provare a pensare che non state scrivendo su marmo e nulla di quello che scrivete andrà ai posteri per ‘l’ardua sentenza’ senza che l’abbiate rivisto circa un miliardo di volte (trovandoci sempre delle pecche inguaribili). Se continuate a lavorarci su, quindi, potrete ricorreggere, cambiare scena, punto di vista ecc ecc. Insomma… animo! Non c’è nulla di così definitivo in questo lavoro da bloccarvi quando ancora dovete iniziare. Se poi il terrore è quello che alla fine non vi piaccia il vostro stesso lavoro, a parte curare l’orgoglio ferito a posteriori, potete buttarlo via senza che nessuno lo sappia e decidere se vale la pena ricominciare da capo o no.

Veniamo al punto b). Quello lo conosco un po’ meglio. La cosiddetta angoscia da progresso inatteso colpisce una buona parte di noi… almeno tra quelli che scrivono con un bel prospetto a fianco ma che poi… seguono la storia. Talvolta, nonostante tutti i bei programmini iniziali, si finisce da tutt’altra parte – date la colpa a chi volete, ai vostri personaggi, o a voi che non sapete descrivere bene quel punto, quel pathos, quella reazione o quel paesaggio, ma non è un problema di colpe. È solo che ci si può trovare nell’imbarazzo di non avere idea di come descrivere quel che si ha davanti. Tutto quello che scrivete in proposito sembra terrificante e non va bene. Vi viene la tentazione di buttar via tutto e ricominciare da capo. Ora, non vi mentirò: a volte serve. È innegabile. È l’unica cosa che resta da fare. Buttare via tutto. Molto spesso però basta solo lasciare un po’ di tempo alla nostra povera cellula grigia solitaria che le cose si aggiustano. Prima di gettare tutto alle ortiche, quindi, ci sono due metodi che ho sperimentato:

1)      Riprendere a rileggere tutto da capo. Una correzione a mente aperta aiuta vedere la storia dall’inizio, il che è comunque arci-utile dopo che si è arrivati a un certo punto; nel nostro caso poi può aiutare a sbloccare e scardinare, oltre che qualche errore, anche la porta blindata che ci si è trovati davanti.

2)      Procedere come se nulla fosse. Se avete le idee chiare sul ‘dopo quella maledetta scena’ potete proseguire, lasciando un buco che colmerete appena vi sarà passata l’ansia e avrete le idee più chiare sul perché e sul se quella parte sia necessaria. Almeno per voi.

Se nulla di tutto ciò funziona (e non avete altre possibili soluzioni in mente), allora forse davvero il lavoro è da rifare. Ma tanto vale accorgersene. Bè, che dire? Prendetevi un po’ di tempo e, visto che siete cocciuti, ricominciate senza farvi problemi.

Infine c’è il cosiddetto ‘smarrimento da conclusione’. Punto c), esattamente.

Può avere diverse cause, la prima delle quali è il terrore del ‘cosa farò del mio piccolo libro di 2879 pagine appena l’avrò terminato?’ Contro questo, come ho già detto altre volte, c’è poco da fare se non prendere il coraggio a due mani, mettere la timidezza all’angolo e decidere se si vuole o meno importunare un editore. Nel caso siate al vostro secondo o terzo libro (ma non credo passereste di qui) potete avere anche il pensiero delle aspettative altrui in materia… di vostra zia Carolina come dei lettori. Possono essere davvero antipatiche. Ma non dovete farvene schiacciare. Ciascuno dei lettori vuole una storia, ciascuno immagina dettagli diversi. Ma voi dovete proporre la vostra o loro stessi non ve lo perdonerebbero mai. Se non è questo il vostro caso, può essere che non vogliate abbandonare il mondo e la storia che vi ha accompagnato per… che so… 2 anni della vostra vita. In quel caso provate a pensare in grande, tanto non spendete niente. Dopo avrete un sacco di tempo per arrovellarvi su un’altra storia e altri protagonisti, in quel mondo o in un altro. Non fate torto a nessuno, non tradirete nessuno dei vostri amati personaggi o dei paesaggi o qualsiasi cosa stiate pensando di tradire. Anzi, senza la magica parolina ‘fine’ non potrete andare avanti e tradireste i protagonisti futuri. Altra causa ancora? Bè, può essere il non voler affrontare la conclusione che il libro e la storia stessa ha costruito per sé attraverso le vostre dita. A volte capita. C’è una ragione per cui accade, sta solo a voi volerla vedere o no. Certo, potete aspettare a scriverla ma anche se passate ore a guardarla, non cambierà. Cercate di capire perché deve finire proprio così… modificate il prima se non riuscite minimamente ad accettare il dopo ’naturale’, ma tenete conto che in genere la storia sa cos’è meglio per se stessa. Sempre. E che anche voi lo sapete, anche se vi resta difficile ammetterlo. Siete voi che avete creato quelle premesse, no? Se niente di tutto ciò è il vostro caso allora forse, molto più semplicemente, la causa del blocco di tipo c) è che non volete mettere la parola fine per non essere costretti, rileggendo tutto, a scoprire che il vostro lavoro è venuto diverso da quel che volevate e che siete uno scribacchino molto diverso da quel che desideravate. Ehi! Non è in sé un male. E bè, provate a pensarla così… è il suo bello!

Detto ciò non saprei che altro aggiungere. Non ci sono consigli veri e propri da dare, né ricette. Ogni scrittore ha i suoi metodi di lavoro e le sue soluzioni e affronta il blocco o i blocchi in modo diverso per ogni libro. Il punto è affrontarli e non aspettare che si sblocchino da soli o che ve li sblocchi qualcun altro. Almeno… secondo me.

Quindi non mi resta altro da dire che buon lavoro! 😀

E ovviamente… FINE!


43 thoughts on “Il Blocco dello Scrittore

  1. Wow! Davvero interessante… come sempre, del resto… Sul serio, Miki, mi piacciono particolarmente questi tuoi post… ogni volta che li leggo mi ricredo…. è come dire “cavolo, ma è proprio quello che succede a me” o del tipo “wow, allora non solo a me capita di incepparmi ogni tanto”!!! Veramente, sono utilissimi, spesso se sei in fase di STOP COMPLETO ti aiutano molto a risollevarti! Mi ritorna sempre la volgia di scrivere, fantastico!!!
    Blocco- notes… AH, grande Miki!!!!!! 😉

    P.S. Bhé… a me, ogni volta che mi torna la voglia di mettere a punto qualcosa del mio libro inedito (anche se, purtroppo, non ho molte speranze a riguardo), mi capita spesso di subire il punto a) IL PANCIO DA PAGINA BIANCA… Non so, come hai detto tu, ho paura di cominciare, di riportare male sulla carta l’inizio (la cosiddetta “premessa”) dell’avventura che per tanto tempo mi sono immaginata così entusiasmante, fantasiosa nella mia mente. Ho paura che agli altri non colpisca come ha fatto con me, proprio per il semplice fatto che io, nella mia testa, la vedo in un modo diverso e tramite il foglio non riesca però a trasmettere quelle emozioni iniziali che (secondo me) contano davvero molto per spronare il lettore a vivere già da subito con impeto l’avventura. Spero che i tuoi consigli mi siano utili, cercherò di metterli in atto così come li hai scritti tu… Grazie tante!

    P.P.S. Miki, a te non è un po’ dispiaciuto dover concludere la tua avventura nel mondo della Scacchiera? Non ti è capitato di chiederti “perché deve finire così”… come dici nel punto c)? AH, non posso credere che non saprò più nulla di Milla, Morten, Ryan… NOOOO, non voglio lasciarli!!!!! SIGH! 😛

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  2. Capita capita u.u
    Io ho anche un altro tipo di blocco, che però non mi si ripresenterà più in storie future per “migliore organizzazione pregressa”: ho in mente l’inizio la fine e qualcosa da buttarci in mezzo, il resto è vuoto o..o e quindi non so come legare le cose, e mi blocco.
    Ma succedeva per storie vecchie 😄 ora come ora prima di iniziare anche solo a scrivere delineo la trama nei suoi punti fondamentali e li lego u.u poi bisogna “solo” trasformali in scrittura 😄
    Comunque è parecchio interessante e finora dei blocchi che hai detto ho sperimentato solo il tipo b)… E ho optato per saltare la scena e riscriverla dopo u.u o aspettare di essere colta da ispirazione improvvisa u.u
    Beh, che altro dire? =)
    Post senz’altro utile… A presto! =)

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  3. @Ginene: Come detto… a me difficlmente prende il panico da pagina bianca, però i timori di cui mi parlate sono sempre più o meno gli stessi, compreso il problema di cui dici tu ovvero il timore di non trascinare i lettori. Problema inesistente secondo me, quando ancora il libro è in ‘fase di gestazione’, per così dire. Non pensare agli altri, pensa a quello che vuoi dire tu e che entusiasma te e poi, solo MOLTO dopo, potrai vedere di considerare quell’aspetto!
    PS: il più importante dei ‘consigli’ è quello di trovare il tuo modo di risolvere il problema, non dimenticartelo! 😀
    PPSS: Non mi è capitato di chiedermi perché la Scacchiera dovesse finire così, no. Le mosse, che poi vi piaccia il risultato o meno, avevano tutte uno scopo ben preciso… sempre che io sia riuscita a farlo trasparire. Quindi no. Certo abbandonare un mondo dispiace sempre un po’, c’è il distacco. Ma altrimenti non potrei esplorarne altri e dove troverei il tempo di dedicarmi ai milleduecentotrentasette altri progetti e altri personaggi che mi frullano in testa? 😉 (E poi, poveri citti! Ne hanno passate così tante… falli riposare un attimo!)

    @Mitsuki: La programmazione aiuta. Poi però può succedere ugualmente che legare alcune parti sia più complicato se lavori a frammenti. Ogni mestiere ha le sue pecche, dicono. E, sì, l’ispirazione che folgora è salvifica… anche se non giunge proprio sempre. Negli altri casi vale l’olio di gomito. E una mente aperta perché, come diceva non so più chi, la mente è come un paracadute, funziona solo se è aperta! (o qualcosa di simile) 😉

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    1. Ok, vorrà dire che, perlomeno all’inizio, mi farò trascinare dalla mia immaginazione, senza farmi influenzare da pensieri inutili… errori ed orrori passeranno in secondo piano… Poi, quando il mio racconto sarà a buon punto, vedrò di cominciare a rimediare anche alle piccole imperfezioni. 😉

      P.S. Ahahah! Citti! Toscano puro, eh? Vabbé, vorrà dire che le faremo riposare, almeno per un po’ sti pòri figlioli… dopotutto, se lo meritano davvero! E lasciamo Miki l’Esploratrice 😛 in avanscoperta verso nuovi mondi… Oh, però quando torni mi raccomando, non tenerti tutte le scoperte per te, eh! Minimo, minimo un’altra storiella ce la devi raccontare a tutti! Quindi carta e penna sempre dentro la bisaccia e in marcia, VERSO L’INFINITO E OLTRE… Ahahah! 😉
      Noi siamo qui, sempre pronti ad aspettarti. Ciao Miki!!!

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  4. °A° dopo aver sentito che sono arrivati alla puntata 3500 di “un posto al sole”, chiedendomi “come cacchio ci sono arrivati?!” O_O (i loro sceneggiatori, no, non hanno blocchi dello scrittore), ti ringrazio per questo post :3 io di solito il blocco dello scrittore (che sia quello che descrivi nei punti B e C), me lo faccio passare chiacchierando con il mio migliore amico ed il mio ragazzo. Sì, sono circondata da scrittori! 😄 Nel senso… facciamo un training autogeno parlando a caso, con gli schemi della storia e dei personaggi. A volte anche chiacchierare di questo fa bene. Aiuta ad avere altre opinioni e a mettere in ordine le idee che magari non riesco a sistemare nella stessa storia, ma che nel corso dei miei film mentali (sì, i miei racconti li scrivo in base ai film mentali che mi faccio! XD), sembrano interessanti nel dato racconto o_ò

    Grazie comunque per l’articolo v.v ora so cosa fare di alcune mie storielle lasciate a marcire nell’HD <.<"
    *Svuota il cestino*

    Alla prossima! X3

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  5. Ma aspetta, io mi sono persa qualcosa… E’ uscito l’ultimo libro della Scacchiera??? O__O
    Perché io non lo so???? O__O
    In ogni caso quoto Chiara, io ne parlo al mio migliore amico 😄 anche lui ha la vena dello scrittore e…. Beh, abbiam fatto amicizia parlando di sogni, e continuiamo tutt’ora! 😄 E da un sogno può sempre nascere una storia interessante u.u o per meglio dire, tutte le mie storie interessanti nascono da un sogno 😄

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  6. @Chiara: Non so come facciano con le soap… ma in effetti c’è una squadra di gente che ci lavora e a un certo punto, come dire… gli schemi tendono a ripetersi. Parecchio. Il che è quello che pare piacere a chi segue le soap… Parlare con altra gente del tuo lavoro va benone visto che sei fortunata e ti ascoltano!!! :mrgreen: Io sono sempre stata abituata a rimuginare in solitudine quindi anche le soluzioni che mi prospetto sono in solitudine ma come dicevo, ciascuno deve trovare il suo metodo! Buon lavoro!

    @Mitsuki: No, no, non è ancora uscito, tranquilla, o l’avrei detto qui, mettendo pure la copertina. Ho ‘solo’ (si fa per dire) finito di scriverlo e lo stiamo pazientemente correggendo (speriamo di vedere tutto!!!)! Uscirà in autunno, probabilmente… appena saprò meglio vi dirò!

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  7. Devo ammettere che scrivi tanto,ma tanto,almeno per me,quando scrivi queste cose,di sicuro non ti deve essere arrivato i diversi blocchi dello scrittore mentre scrivevi queste cose 😉
    MItsuki: anche a me viene il tuo stesso blocco,avvolte,e cioè quello su cosa mettere nelle storie,dopo aver pensati a grandi linee la storia.

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  8. @Dragologo: Se con ‘queste cose’ alludi ai libri già scritti e che hanno avuto la fortuna di essere pubblicati… ti sbagli(!!!). Magari non saranno stati blocchi enormi, ma blocchi ‘medi’ ne ho avuti eccome! Sarà che le difficoltà mi solleticano a trovare delle soluzioni… che dire?

    @Dragologo&Mitsuki: Secondo me quel tipo di blocco viene soltanto quando la storia non è ancora matura. E bisogna lavorarci ancora un po’ prima di provare a raccontarla! 😉

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  9. Blocco dello scrittore lettera C, ( Ovvero in MEDIAS RES.) Comunque,io preferisco ricominciare a rileggere tutto da capo e poi magari potermi “sbloccare”.
    P.S. = Miki,ottimo BLOCCO NOTES 😀 !

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  10. In realtà stanno scrivendo da altre parti e non qui… ma anche se non scrivessero da nessuna parte non vedrei il problema 😉 … comunque di norma, gli articoletti sulla scrittura hanno meno ‘frequentatori interessati’. Ciascuno di voi va a vedere le cose che gli interessano di più… gli scacchieristi leggono solo gli articoli sulla Scacchiera, gli afficionados di Cornelia idem e poi ci sono quelli che leggono tutto. Ma mica si può pretendere un interesse totalizzante! 😀

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  11. ehilà! Era da un po’ che non commentavo.. Ma ho sempre letto tutto con molto interesse! Questi tuoi consigli scribacchini fanno sempre centro (; forse non è del tutto in linea con l’argomento, ma trovo questo brano sulla morte di un libro, scritto da Yann Martell, talmente affascinante da meritare una citazione:
    “Purtroppo il romanzo, dopo aver sputacchiato e tossito a lungo, morì.
    La morte di un romanzo è l’incubo di tutti gli aspiranti scrittori.(…) davvero, la storia è fantastica. Ma non va da nessuna parte. Nonostante le brillanti premesse, arriva il momento in cui capisci che la vocina che si è insinuata in un angolo della tua mente, quella che da mesi ti tormenta senza concedetti tregua, dice la nuda, terribile verità: non funziona. Al tuo romanzo manca qualcosa, una scintilla di vita. Chi se ne frega dei dettagli storici e culinari se la storia è emotivamente morta. La scoperta è devastante, ve l’assicuro. E lascia con una fame quasi dolorosa.”
    Naturalmente, non tutti i blocchi dello scrittore indicano necessariamente la morte del libro.. Mi auguro che la maggior parte siano superabili!

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  12. Veramente molto bella la citazione di Mimmi. Comunque,Miki,scusa se nel primo commento che ho fatto non ti ho ringraziato. Perciò lo faccio adesso; ti ringrazio perchè questi tuoi post mi hanno sempre aiutata,incluso questo. 😉
    P.S. = A me piacciono gli articoli sulla scrittura !

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  13. Ringraziato…? E di che? 🙄
    Sono contenta che ti piacciano, tanto ogni tanto me ne ‘scappa’ uno… :mrgreen: E nel caso aveste argomenti su cui siete curiosi di sapere il mio punto di vista (ironico, come sempre), fatemelo sapere!

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  14. Hola Miki!
    Beh… oh. Davvero, è stata la mia prima esclamazione dopo aver finito di leggere il post.
    Cavoli se è utile! Devo ammettere che non vengo mai colpita dal punto a) “in incipit”, anzi, posso affermare che sono il mio “cavallo di battaglia” (il mio prof me lo dice sempre e mi scrive commenti come “Fantastico”, “Meraviglioso”, cerchiando l’incipit del tema… xD), e neanche dal punto c) “in explicit”, ma quella b) maledetta… c’è sempre quella presenza costante, quella vocina alle mie spalle che mi sussurra minacciosa… “non ce la puoi fare!” , “il tuo scritto è una schifezza, è inutile che vai avanti!”, dice, cattiva…
    Sempre là, non riesco a scacciarla.
    Per esempio io scrivo (per modo di dire…) su un sito apposta, e sono bloccata al capitolo 6 del mio fantasy… E il brutto è che la gente che mi segue è in crescente calo… So che i miei ritardi nell’aggiornare sono imperdonabili, ma insomma, tra la scuola, gli amici, il piano e la mancanza d’Ispirazione (maledetta!) è difficile andare avanti… D:
    In ogni caso, proverò a seguire i tuoi consigli, sperando in un miglioramento… 🙂
    E… Blocco Notes? Oddio, che ridere! Non era terribile, era carina! 😉
    E vuoi saperla tutta? Beh, io vengo colpita anche dal punto d)… Sì, proprio così.
    Non ho un block notes decente e perdo periodicamente tutti i fogli su cui scrivo i capitoli… Credi possa rientrare nella categoria? xD
    Bene, ora ti ringrazio infinitamente, sei sempre molto carina a postare questi tuoi post (che personalmente trovo interessantissimi!) e vado ad affrontare quella pagina mezza bianca che mi sta guardando con sguardo truce… sì, hai capito bene, Foglio Candido che non sei altro! Arrivo, e aspettati il peggio… FaDiesis ha la sua matita Ispiratrice in mano, caro Pezzo di Carta Riciclabile!
    Grazie ancora,

    FaDiesis

    Ps= Ho letto i commenti precedenti, ma anche se posso considerarmi una Scacchierista Affermata (sto ri-leggendo in questo preciso istante “L’Ombra del Guerriero” per la terza volta… mi credono tutti pazza… xD) io leggo anche questi tuoi post, come ti ho già detto sono molto interessanti e utili!
    Ovviamente, non tutti sono come me… 🙂

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  15. Ciao FaDiesis!
    Mi fa piacere se i post sono utili ma soprattutto se vi divertite leggendoli! Una curiosità… ma il tuo prof dice ‘fantastico!’ e ‘meraviglioso’ anche per le conclusioni? Perché se è bello l’inizio ma la conclusione non è altrettanto ‘uao’ magari uno ci resta un po’ male… funziona così anche coi libri o coi racconti. 😀 Per quel che riguarda il punto d) credo che rientri a pieno titolo nella lista. Perdere gli appunti fa parte, temo, della categoria ‘scribacchinus scribacchinus’. Quello che avevi scritto negli appunti persi è chissà come sempre splendidissimo e non riuscirai mai più a raggiungere tali vette di poesia! Salvo che quando ritrovi la suddetta pagina scopri che era ‘na mezza schifezza… ehm… Capitoli interi però ancora non mi è successo di perderli… insomma… mi si drizzano tutti i capelli in testa al solo pensiero… brrr…
    PS: i tuoi lettori calano sicuramente perché la storia non procede… d’altronde fare un libro col principio del ‘feuilleton’, creando aspettativa nei lettori per l’appuntamento periodico (giornaliero, settimanale o come vuoi tu), non è semplice, soprattutto se lo stai ancora scrivendo… e con tutti gli impegni di cui parli. In bocca al lupo, comunque!

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    1. No, il mio professore non esclama con entusiasmo anche nei miei finale. Cioè, qualche volta sì, ma non sempre. E mi dispiace, perchè temo proprio che il finale potrebbe essere ancora più importante dell’inizio… solo che… non so, mi viene meglio l’incipit. Per non parlare del fatto che sono sempre all’orlo della campanella, e non ho molto tempo per finire…
      Mmh, ma lo sai che è vero? Nel remoto caso che ri-trovi gli appunti, ti accorgi che alla fine erano una schifezza assurda! xD
      Quindi… tutti a comprarsi un blocco, su!
      🙂 Crepi il lupo!

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  16. Okay era una specie di secolo che volevo commentare questo post quindi eccomi qui! 😀
    Tanto per dire, mi sono imbattuta in tutti e tre i blocchi (sì e ho solo sedici anni) e in effetti la prima cosa a cui si pensa è… AAARGH! Azzeccatissima! Quello in cui incappo più spesso è il blocco in medias res. L’ho sperimentato un sacco di volte, sempre intorno alle cento pagine. Un bel giorno ti svegli apri il file del libro sul PC leggi le ultime due frasi e pensi… ma che cavolo sto scrivendo? E butti tutto. No, okay in realtà non l’ho mai fatto. di solito rileggo tutto da capo e riesco ad individuare il punto in cui tutto se ne va a rotoli. Rileggere serve perchè credo che mal che vada, è sempre meglio salvare il salvabile per l’eventuale riscrittura della storia con solo qualche cambiamento. Dirò, mi è successo uno anche negli ultimi giorni, proprio l’altra settimana. Ho letto l’ultimo capitolo scritto poi ho chiuso il documento e l’ho messo di sana pianta nella cartella “libri scartati” perchè non si butta mai via nulla. Potrebbero sempre riservire. Poi ho aperto un documento nuovo. Pagina bianca. Non mi hanno mai fatto paura le pagine bianche anche se preferisco totalmente quelle scritte, però questo era tipo il diciottesimo tentativo che facevo! Volevo a tutti i costi che andasse bene! 😦 Perciò, è arrivato il caro buon vecchio blocco da incipit, che per fortuna non è durato che un giorno. ^^ Il blocco in explecit l’ho provato tempo fa, ma la conclusione è stata la stessa identica… il documento è andato a finire tra i “Libri scartati”. Succede. Però credo che la cosa importante sia non arrendersi. Io ho deciso che questa storia la scriverò dovessi passarci la vita! 😀 E poi i miei personaggi rompono le scatole, ogni volta che li racconti portano il libro dove tu non vuoi e anche se li sgridi fanno quello che vogliono, però quando li minacci di non raccontarli più iniziano a ribellarsi finchè non inizi di nuovo! -.-^
    E per il blocco notes è decisamente quello che mi piace di più, tra tutti! xD
    Oh che bello, hai citato “il Cinque Maggio” poesia adorabile. Bhè, ciao ciao Miki e grazie per avermi reso cosciente del fatto che non sono l’unica pazza che si blocca a un certo punto del suo libro! 😀
    A presto!!!!!

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  17. Bè, una specie di secolo… significa che questo post è qui da… ups, quasi una specie di secolo!
    Quanto ai blocchi: certo che NON sei l’unica! E certo che i personaggi tormentano i poveri scribacchini come me, certo che a volte si butta il lavoro fatto e si ricomincia da capo (ma ancora più spesso si mette da parte, accumulando quantità inimmaginabili di roba), ma il punto importante è il voler continuare. Finché hai voglia di sfidare storia, personaggi e te stessa… allora sei a cavallo! Buon lavoro 😀

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  18. Pero,devo ammettere che scrivete tanto anche in un solo commento,cosa che io non ci riuscirò mai.
    recentemente Miki ho notato che il sito a raggiunto i 97.000 clik circa,correggetemi se ho sbagliato a scrivere clik,quindi Miki,tra qualche tempo,scriverai sui famosi 100.000 clik ?

    P.s.
    Piccola notizia per chi,in questo sito,gli piacciano le cronache del mondo emerso e nelle librerie ho trovato la saga in versione fumetto,che a mio parere e molto carino anche se non racconta tutta la storia,ma deve essere uscito da molto tempo nelle librerie e quindi alcuni di voi lo potrebbe sapere già,comunque mi sentivo in vena di dirlo a qualcuno.

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  19. Bè, per essere uno che dice di scrivere commenti corti ne hai appena scritto uno lungo! 😀
    Quanto ai centomila click, magari farò un articolo, ma non saprei, a parte ringraziarvi per la continuità e la frequenza delle visite… senza dubbio non immaginavo di arrivare tanto presto a una simile cifra, nè che voi lettori ci faceste caso! Buone letture!

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  20. Ho scoperto il tuo blog da circa 20 min. E sonceramente mi sento una stupida a non averlo fatto prima.
    Grazie per i consigli. Io sono affetta da blocco di tipo d) (appunti maledetti!)
    Inoltre mentre per incipit e conclusione non ho problemi, sono sempre in crisi per i dialoghi… Mi sembrano sempre troppo o troppo poco. Non sono mai sicura che gli altri possano capire la sottigliezza che ci sta dietro o che afferrino le battute… Gisto che la butto sempre sul ridere. Ho sempre paura di esagerare e ora quando mi metto e inizio un dialogo mi dico…. E inutile. Tanto verra la solita schifezza….

    Adoro la mia storia… Adoro i miei personaggi…. Ma ogni tanto vorrei non saper scrivere e non aver mai iniziato.
    Io ho gia quasi tutta la storia in mente, ma metterla giu la rende reale. Quando non ci riesco come dovrei mi arrabbo enormemente con me stessa… Mi arrabbio al punto dal chiudere tutto e a volte devono passare giorni prima di riuscire anche solo a pensare come andare avanti…. E divento intrattabile.
    Adesso mi sembra incredibile ma sono due mesi che non riapro il mio scritto. Ho nun bisogno lacerante di andare avanti a scrivere ma sono in lotta con quel dialogo che non vuole uscire dalla mia testa, passare per le dita e raggiungee il foglio
    Inorltre penso di avere un altro blocco. Chiamiamolo il blocco dei salti temporali. Aturalmente so di non poter racvontae ogni singolo istante della vita dei personaggi. Ma non so mai come chiudere un lasso di tempo raccontato.o e un finale ad effetto oppure non mi piace… Pero mi sembra troppo mettee continuamente dei finali ad efetto.

    In realta so qual e il mio problema. Mi dicono utti ke nn ho abbastanza fiducia in me stessa. Ma come si fa? Cm faccio a sapere se cio che faccio vale qualcosa? E se invece e solo una cavolata? Potrebbe non piacere nenche mia madre…

    Ps. Grazie per aver lwtto… Scs per lo sfogo… Sn un po esaurita

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  21. Non preoccuparti… bè, un po’ di scoramento a volte capita a tutti. Scrivere una storia, lunga o corta che sia, ha molti lati oscuri e portarla alla fine significa affrontarli tutti. Il che richiede tempo e (a volte molta) fatica. Diffido sempre di quelli che mi dicono che fanno tutto in due secondi… 😉
    Se vuoi migliorare i dialoghi una soluzione potrebbe essere leggere di teatro o Agatha Christie (Trappola per topi era per il teatro a quel che ricordo e lei ha sempre un modo di scrivere molto teatrale…). Anche se a mio parere un libro non può essere solo dialoghi e non solo botta e risposta breve perché sì, il tutto diventa molto scorrevole ma rischia di essere un po’ vuoto.
    Quanto al resto non ti perdere dietro a pensieri tipo ‘piacerà o no?’. Non hanno molto senso. Se ti piace lavorarci è quello che conta. Considera che è una cosa che fai per te e nessun altro. Solo alla fine, se ne hai voglia e trovi il coraggio, puoi provare a farlo leggere a qualcuno di cui ti fidi… e ad avere un parere. Che poi sarà sempre un parere… buon lavoro e a presto! 😀

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  22. ciao miki!!!ho avuto possibilità tramite la scuola di incontrare uno scrittore cioè Francesco d’Adamo ke ha scrtto:la storia di iqbal , la storia di Ismael,Jhonny il seminatore e altri……la mia domanda ke volevo proporre a Francesco non sono riuscita a dirla perche non c’era piu tempo e quindi volevo dirla a te cosi tanto per curiosità………trovi difficile scrivere la prima frase di un libro o qualche volta hai già proprio in mente l ‘inizio??????io parlo da lettrice non da scrittrice quindi se la domanda è un po sciocca…perdonami!!!:) 🙂 🙂 🙂

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  23. Figurati… ma non è detto che la mia risposta sia identica a quella che ti avrebbe dato d’Adamo! Per ogni persona che scrive ci sono modalità diverse… c’è chi scrive con estrema facilità l’inizio e poi ha difficoltà sul finale e viceversa… sai com’è. Nel mio caso dipende dal lavoro che sto facendo. Spesso l’inizio è difficile perché da come sono impostate le prime parole si costruisce tutto il resto (lo so, sembra un po’ impossibile). È come il porre le fondamenta di una casa, per dirla con semplicità. È il modo in cui decidi che linguaggio userai, come imposterai la storia, tutte cose che influiscono tantissimo sul resto, no? D’altronde anche la fine è molto, molto, molto complessa… perché se anche hai costruito benissimo la storia ma il finale delude o è troppo affrettato, invaliderà tutto il resto del racconto, lasciando un po’ l’amaro in bocca. Boh, credo di essermi dilungata sin troppo… chissà che avrebbe detto lui! :mrgreen:

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  24. Ciao, Miki. E’ la prima volta che ti scrivo,nonostante abbia già letto un sacco dei tuoi libri. Ho appena finito di vedere il tuo post…è incredibile,mi sono davvero ritrovata nelle tue parole. Il fatto è che la scorsa estate ho iniziato a scrivere una storia. Ho rivisto i personaggi un sacco di volte,dettagliandoli ogni volta con nuovi particolari,e la trama mi sembra avvincente,eppure manca qualcosa. Ogni libro insegna qualcosa a chi lo legge, e purtroppo nella mia storia manca il centro della questine. La mia è una storia di avventura, mistero e, ovviamente magia,ma non pensare a maghi o fatine svolazzanti,è qualcosa di più, è un mondo nuovo, un po’ come quello della tua Scacchiera. certo è che non so come continuare, ho paura di non trovare il motivo per cui combatte la mia protagonista, è per questo infatti che penso di avere un blocco!!! Purtroppo solo il tempo sa risolvere il mio problema, ma,anche se una mia cara amica mi ha sempre detto che l’ispirazione è spremere le meningi e scrivere qualsiasi cosa sul foglio, io adesso ho proprio bisogno di quella scintilla miracolosa che fa brillare nella mia materia grigia un’idea…Peccano che non esistono pasticche adatte a sconfiggere le paure della pagina bianca..Aspetto qualche consiglio,di sicuro tu ne sai più di un’adolescente alle prese con i libri a proposito di blocchi…o di blocco notes!!!Questa è davvero bella!!!

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  25. Ciao a te Wen!
    Bè, scrivere una storia non è mai semplice, può essere molte cose: divertente, appassionante, intrigante, faticoso, persino disastroso ma non è sicuramente mai semplice. Questo per dirne una… quindi tranquillizzati. 😀 Come hai detto, il tempo potrà risolvere al meglio il tuo problema, prova a lasciare tutto da una parte per un po’ e poi vedi quel che succede. Tuttavia ho l’impressione che nemmeno tu sappia fotografare con esattezza quale sia l’effettivo problema… a partire da come ne parli. Quindi puoi usare questo tempo per riflettere… Voglio dire… tu conosci la tua protagonista meglio di chiunque altro. Come pure il mondo dove abita. Non credo che nemmeno nel piccolo germoglio di idea da cui sei partita per scrivere lei fosse una fanatica del combattimento e basta. Ha sicuramente una storia e delle motivazioni alle spalle… devi solo cercare di immedesimarti in quelle ragioni, vederle dal suo punto di vista – che non deve essere il tuo, cerca di non confonderti con lei se puoi – devi provare a capirla e a vedere coi suoi occhi il suo mondo, secondo me. E magari prova a considerare che la tua ‘crisi’ potrebbe coincidere con la sua perché magari anche lei potrebbe chiedersi improvvisamente: ‘Ma perché diavolo combatto? Che sto facendo?‘ e da questo avere uno sprone per cambiare…
    Ovviamente questo è solo il mio punto di vista! Buon lavoro quindi e a presto, spero di esserti stata utile! 😉

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    1. Grazie per i tuoi consigli.Certe volte l’appoggio di qualcuno riesce a farci andare avanti e a non arrenderci da soli. Pensa che questa mattina, e dico proprio mattina( alle 7)mi sono alzata di punto in bianco perché avevo voglia di prendere in mano la mia stilografica. Non so a te, ma alcune volte mi viene voglia di scrivere anche se non so ancora cosa…Comunque grazie ancora, adesso penso mi metterò subito a combinare qualcosa e, chissà,magari riesco a riprendere il lavoro al mio manoscritto. Ciao e alla prossima!!!!!! 🙂

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  26. Waaaaaaaaaa! Miki sono secoli che non commento più, ma ti ho seguita sempre! >.< ma, ho una domanda… Come fai a scrivere sempre cose così vere? Sarà per esperienza 😀 Comunque dci il vero quando affermi che almeno una volta capita di avere il così detto "Blocco dello Scrittore"… Bè, se devo parlare sinceramente io ci sono passata più di una volta da tutti i punti che hai elencato e proprio in questi giorni mi è venuto il punto b… Che è quello che mi ricorre più spesso e che ormai ho imparato a controllare proprio come hai suggerito tu, ovvero andare avanti e riempire dopo il buco! 🙂 Il che, non è sempre facile, perchè se poi la scena che lasci "in bianco" si ripercuote sul futuro svolgimento dei fatti devi per forza scervellarti per scrivere qualcosa! Ecco, quando succede questo vado nel panico e finisco per lasciar lì tutto demoralizzata… 😦 Sai come aiutarmi?
    In ogni caso ci tengo a ringraziarti in anticipo e soprattutto a dirti che questi tuoi post sono sempre utilissimi e fanno riflettere molto e capire che non si è soli nei propri sbagli! 😀 Grazie! :3

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  27. Bè, se il blocco fosse facile da superare non sarebbe un blocco, sarebbe solo un inciampo… quando si ha il ‘blocco nel blocco’ la cosa comincia a diventare problematica e non c’è aiuto che un ‘esterno’ ti possa fornire, temo. Sicura di non avere paura, in realtà, di finire il lavoro (il che riporta a una delle letture del blocco di tipo c, mi pare)? Di sicuro c’è che a volte andare avanti non è di alcuna utilità, anzi, complica le cose se sei in un punto del lavoro che influenza molto il seguito. Ci sono scene ‘cardine’ che non puoi saltare semplicemente perché da lì in poi il lavoro cambierà direzione e non sai con precisione quale prenderà nemmeno tu… lasciati la possibilità di stupirti da sola! Lasciarsi aperte più strade possibili è sempre utile! 😀

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    1. Sei sempre di aiuto, Miki! Sai sempre dare consigli giusti e utili agli altri! 😉 Arigatou! (grazie) E no, non penso di aver paura di finire il lavoro, perchè partendo dal presupposto che tutte le cose belle devono finire (dico bello non per il lavoro in sè, ma per il fatto che mi diverto a scriverlo), non credo proprio che sia qui la “pecca”… Anzi, ti do ragione nel dire che ci sono certe scene “cardine” da cui, a seconda di come le scrivi, la storia prenderà uno svolgimento differente. Ed è per questo infatti che come mi hai suggerito tu, mi tengo sempre vie di “riserva” per vedere le differenze nel corso narrativo… Ciò non toglie che a volte quest’impresa si rivela più ardua del solito poichè non sempre è semplice tenere aperta la mente alla maggior parte delle differenti possibilità… E infatti talvolta mi succede di non averne considerato una, la quale che può rivelarsi tutt’altro che “quieta”… Ovvero che ti sconvolge completamente tutto! a me è successo addirittura che cambiasse una parte della trama di base! O.o
      Comunque adesso la smetto col mio papiro, anche perchè coi miei discorsi è probabile che ti stia annoiando! xD In ogni caso prima di salutare volevo ringraziarti un ultima volta per i tuoi preziosi consigli, quindi….GRAZIE!!!!!! >.< Ciao e alla prossima, Ary

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