Buone e cattive…

…cioè, in realtà non cattive. Non voglio preoccuparvi. Medie…book-open-pages-literature-159872

News, intendo. Mi spiego: mi servirà un pochino di più del previsto per revisionare tutto il papiro, non troppo prometto… ma è un PAPIRO non a caso. Vive ormai di vita propria e spero di eliminare tutti i refusi, i tagli strani e le torsioni di trama inconsapevoli che riuscirò a trovare! Anche se resteranno comunque sviste/errori/orrori per i quali, nonostante l’impegno profuso potrete allegramente tirarmi le orecchie, tranquilli! XD I’m only human, after all…

Dunque questa era la novità ‘media’. Quanto alla ‘buona’, non so vi parrà tale, ma ecco finalmente uscire dall’hangar il TITOLO del secondo volume di Marklant, che rivelo qui per la prima volta da quando ho iniziato a parlarne… con sottofondo la canzone di cui sopra, magari, che non ci sta affatto male, e opportune luci d’atmosfera… ta-dah, ecco a voi:

I SERPENTI DI MARKLANT

Sooooooo…. opinions?

Sì. Ho voluto mantenere un legame con il titolo del primo libro – come struttura – così sarà più facile per chi fosse interessato (ad averlo o a evitarlo) capire che è della stessa ‘serie’, ma ovviamente ho spostato l’attenzione su ciò che in questo libro sarà importante. A voi che avete letto il primo e conoscete Marca, le Arti e le Armi, i Dragoni ecc lascio le elucubrazioni conseguenti.

Spero che vi incuriosisca almeno un po’, torno al lavoro e… stay tuned!!!!

Glossario & altre cose…

Qualcuno di voi (grazie Maris89), mi ha fatto notare che chi non ha letto il primo libro, delle ‘anticipazioni’ del post ‘Trent’anni dopo‘ non ha capito granché. Così, oltre a suggerire — a lei e a chiunque altro avesse avuto la stessa puzzled expression — di provare a leggere le pagine campione de ‘IL SANGUE DI MARKLANT per capire se è il suo genere, ne approfitto per postare qui il GLOSSARIO del primo libro, ovviamente AGGIORNATO & RIVEDUTO con quello che servirà nel secondo… Oh, ritrovate anche la mappa delle Marklant che già avevate visto sul blog. Non fate quelle facce. È la stessa perché siamo sempre lì, a Marca. Ma come dicevo, invece che a sud, stavolta guarderemo a nord, là dove c’è quel ‘bel’ teschio. Per la serie:

HIC SUNT LEON… OOPS, OCCLUMSAAC!!!

Se volete sapere cos’è un Occlumsaac… a seguire trovate il benedetto Glossario!

Buon assaggio.

MARKLANT — GLOSSARIO:

OCCLUMSAAC (occla-um, «occhio-occhi» e amsaac, «vuoto»: «occhi vuoti» o anche «privo di occhi»): nome dato agli abitatori delle terre barbare, nella Conca oltre le montagne, mostruosi esseri detti anche Creature di Canta (ovest, luogo in cui viene inghiottito il sole). Senza Occhi perché si dipingono di nero le orbite e perché la loro vista è scarsa.

BIRCYM, BALUARDO DI (birr, «caccia» e cym, «baluardo»: «baluardo di caccia»): piccola fortificazione delle Terre Barbare all’imboccatura delle montagne a nord, costruita da Marca e fortificata e ingrandita nel tempo fino a unire due contrafforti e diventare una fortificazione. Sede di parte della Guarnigione della Caccia Nera, con la ricomparsa della Coracca diventa l’avamposto di attacco verso la Conca e la prima difesa della città fortificata di Marca, che sorge a chiudere il passo.

MARKLANT (Mark, «scudo, confine» e lant, «terra, possedimento»: «Terra dello Scudo» o «Terra di Confine»): così viene nominata nelle antiche carte ciascuna delle terre di confine del Regno dei Dragoni (Darkalant) in virtù del fatto che ai confini vi erano guarnigioni fortificate di difesa dette Scudi.

DARKALANT (Dar, «alleati», raka «insegna, vessillo» e lant «terra, possedimento», ovvero: «Terra sotto il vessillo degli Alleati». Una diversa interpretazione fa risalire la parola a Darka-Darkenn, «Drago-Dragoni» alla raka, bandiera simile alla ‘fiamma’ o a una lunga ‘manica a vento’ che le truppe portavano in combattimento e che raffigurava quasi sempre un drago, di diverso colore a seconda del corpo militare): terre vaste e ricche, unite sotto il vessillo di un principe, il Darlingar, eletto in assemblea e sostenuto da un’alleanza di stirpi con uguali diritti e doveri che fanno riferimento a un’Aula unica.

DRAGONI (Dar, «alleati», raka «insegna, vessillo», ovvero alleati che combattono sotto lo stesso vessillo): così è chiamato l’esercito della Landa a servizio del Darlingar. Guidati da nobili landiani, i suoi reparti sono composti per lo più da orfani, nullatenenti in cerca di un modo di sopravvivere e condannati a morte per vari reati che, per evitare la forca o i Pozzi, giurano di combattere per il Darlingar e servire fedelmente la Landa in cambio della vita e della libertà.

ACCAVI (secondo le notizie raccolte da chi li ha incontrati ed è sopravvissuto, Accavi significherebbe nella loro lingua «gli unici»): misteriosi nemici della Landa, abili navigatori, combattenti e strateghi dagli usi raccapriccianti e dal viso e il corpo pitturato di bianco.

MANO : sono chiamati ‘Mani’ i diversi consiglieri del Darlingar, esperti in diplomazia come pure guerra o altro, per evidente richiamo all’aiuto che forniscono al Principe nel suo complesso ruolo di governo e applicazione delle leggi, ma anche di difesa e conquista.

MARCA (Mark, «Scudo e, per estensione, confine» e Ca, «forte»: «fortezza sul confine», «fortezza scudo» o anche «scudo possente»): comuni città-fortezza disposte a intervalli lungo il confine. L’unica che nella storia della Landa mantiene nei secoli il nome di Marca non prendendone un altro proprio, è quella che sorge all’imboccatura delle montagne e costruita allo scopo di chiudere e fortificare l’unico passaggio che collega le Terre Pianeggianti alle cosiddette Terre Barbare e alla Conca.

MARKENN : cittadini e soldati di Marca. Letteralmente: «quelli con lo scudo» o «quelli sul confine», sono organizzarti in Armi e Arti.

LANDIANI : termine che definisce genericamente gli abitanti della Landa, spesso usato a Marca con intento dispregiativo.

DARLINGAR (Dar, «alleati» e  lingar, «mente, primo»: «Mente degli alleati» ovvero «Primo tra gli Alleati» o «Principe» nel senso di colui che è stato scelto ed è in prima linea): titolo che contraddistingue il Re delle Terre Pianeggianti in carica. Mai regnante per diritto di nascita ma eletto dai suoi pari, la carica che gli viene conferita dura per tutta la vita.

NAR-ENNOC (Nar, «spini» e ennoc, «mille»: «Mille Spini»): bosco di acacie e querce spinose tra la porta nord di Marca, l’imboccatura del passo verso le Terre Barbare, e il Baluardo di Bircym.

NUCTIRENN (Nuctar, «della notte» e renn, «giaciglio»): massiccio roccioso «dove tramonta la notte». Alla sua base e nel suo ventre sono ricavate cave di roccia nera e certes e sulla sua cima le leggende Markenn sostengono si trovi la via per la Porta dei Trapassati, percorsa dalle anime dei combattenti gloriosi e degli spiriti giusti che attendono che il passaggio tra il regno dei morti e quello dei vivi si apra, durante le eclissi di luna, per raggiungere i propri avi.

RRUNCTAR (voce puramente onomatopeica per «fuoco ruggente»). Miscela di zolfo, polverino, grasso, pece, salnitro, calce viva assimilabile al fuoco greco, che scoppia all’impatto e che è in grado di bruciare anche a contatto con l’acqua.

RAENTH e WEIR : attributi di onore e considerazione assegnati rispettivamente agli uomini e alle donne di Marca, di derivazione delle antiche popolazioni delle montagne, i Clan, il cui significato è più meno quello di ‘uomo e donna abile’, spettanti solo in virtù della loro utilità per la comunità, in qualsiasi modo essa si manifesti.

CORACCA (Coram, «nido collettivo, alveare» e aka, «montagna»: nido dalla forma di montagna o montagna nido): misteriosa costruzione simile a un termitaio, roccaforte degli Occlumsaac nella Conca.

COLUBRINA (Coluber, «serpente» ed aebra, «sputo», letteralmente ‘serpente che sputa’): arma da fuoco a mano concepita dai Dragoni e spesso da loro stessi malvista dal momento che il suo uso rappresentava è visto come una minaccia per il bersaglio e  anche per il tiratore, e per questo in dotazione solo a una parte dell’artiglieria dei Dragoni, le Bande Grigie. È composta da una canna di metallo, la cui forma ricorda il corpo di un serpente ed è alimentata ad avancarica, con una miscela esplosiva detta spesso polvere di drago.

SPINGARDA (termine colloquiale landiano per «ranocchio»): cannone a lunga gittata, di origine landiana, chiamato così perché il rinculo dell’esplosione lo fa arretrare di scatto, quasi saltando.

CERTES : metallo estremamente resistente e altrettanto raro, che si ricava solo dalle miniere sotto il Nuctirenn e nelle profondità delle montagne intorno a Marca, e che solo l’Arte dei Fabbri sa lavorare, producendo lame che non hanno bisogno di essere affilate e che non si intaccano né si spezzano, il che lo rende una delle ricchezze di Marca.

MORSO VERMIGLIO : veleno mortale noto a Marca per il suo rapido effetto, sempre mortale.

ROTRA (antico termine dei clan per ‘fuoco blu’): radice che cresce solo in pochi luoghi sulle montagne, la cui polpa estremamente intensa e piccante diventa blu quando viene esposta all’aria.

ROCCIATORRE : torre della città di Marca e del Baluardo ricavata dagli stessi pinnacoli di roccia delle montagne.

 

Mole e ‘mole’

Come? Sì lo so. La lingua batte dove il dente duole. Sto girando il dito nella piaga… magari sto solo ficcando la testa sotto la sabbia come uno struzzo, o vago in sotterranee gallerie, cieca come la suddetta talpa, ma no, è proprio perché non voglio fingere di non vedere che sono qui… e si tratta di mole nel senso di dimensione non in quello di ‘talpa’!

Non sto nemmeno facendo ammenda in anticipo sia chiaro. È solo che a un certo punto confesso che me lo sono chiesta: divido il libro a metà? Il pensiero è stato bandito dal mio cervello appena ha fatto capolino… ci sono già passata e non mi è piaciuto granché. Ma soprattutto: ci sono libri che sembrano fatti apposta per essere divisi a metà, che hanno quasi un’intaccatura adatta per spezzarsi lì, come le tavolette di cioccolato, altri no.

Quindi eccoci al punto. Perché tutto questo prolisso sproloquio? Ehi, in Regia… vai col segnale!warning-banner

(Oh, bene… per fortuna non hanno sbagliato… non capisco come mai mettono sempre il tasto di allarme accanto a quello dell’autodistruzione, ehm…)

Comunque… ecco perché. Un avvertimento. Ve lo dovevo.

Sì. Lo so. Sapete già tutti — se mi conoscete — che i miei libri sono sempre stati piuttosto corposi — e se non mi conoscete e siete qui perché avete iniziato da poco a leggermi, allora è bene che lo impariate. Ad alcuni questa caratteristica piace, ad altri no. Ma in fondo nel fantasy non è così insolito trovare libri di un certo peso (fisico più che metafisico). Fortunatamente in versione e-book questo non pesa granché, ma in cartaceo… ehm… lo sapete. In ogni caso il secondo volume ambientato nelle Marklant sta venendo…

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…ragazzi, attenzione con quei tasti, eh? Dicevo… sta venendo un bel libro — nel senso della mole, per il resto non spetta a me — e spero che la cosa non vi peserà. Ahah, va bene, ora la smetto coi giochini di parole idioti.

D’altronde una buona storia riesce a farti volare avanti senza guardare a che numero di pagina sei e…

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…Fantastico, ok… davvero spiritosi, sì… A-ha…

…banalità a parte, spero di essere riuscita a rendere giustizia a una storia che amo moltissimo. Tranquilli, non arrivo a pagina mille, e — FERMI, VOI, CON QUEL DANNATO PULSANTE! — questo era solo per preparavi.

Più o meno.

Se non siete già fuggiti tutti, ci risentiamo presto!

Quando i personaggi…

…ti dicono la loro è sempre un bene, quando decidono come comportarsi da soli pure. Anche se, ovviamente, creano qualche intoppo. In questo caso ad esempio – il seguito di Il Sangue di Marklant, per chi volesse saperlo – avevo pensato ad alcune belle dinamiche interne ai rapporti tra personaggi, c’era una una sorta di equilibrio tra temperamenti diversi e storie diverse, invece nello sviluppo del libro ne sono uscite altre. Per la serie: ehi, non puoi MAI programmare tutto, c’è sempre l’imprevisto in agguato!

Insolito? Uh… in realtà… non proprio. A me succede spesso.

D’altronde nutro un grande rispetto per i personaggi, per le loro caratteristiche e per le prove che affrontano e il modo in cui ne escono. Alla fine sono amici, ciascuno di loro a modo proprio. E ciascuno di loro si è guadagnato pagina dopo pagina il proprio posto nell’economia della storia, ciascuno di loro muove un piccolo ingranaggio che alla fine permette al meccanismo di funzionare… oops… ci risiamo con gli ingranaggi, lo so; il punto è che un inghippo in uno di quei minuscoli ingranaggi interrompe il flusso degli eventi, lo attorciglia, lo inceppa. Allora l’orologio della storia si ferma, le dita sulla tastiera esitano e soprattutto, i personaggi soffrono e ti guardano in cagnesco.

Qualcuno lo chiama BLOCCO, ma non lo è. E spesso sono i nostri eroi&antieroi che si accorgono per primi di inghippi che l’autore, dall’alto del pexels-photo-164457suo punto di vista sulla storia, non aveva notato. Incrociano le braccia e sollevano un sopracciglio come a dire: ma che accidenti stai combinando?D’altronde tu vedi il loro mondo attraverso una finestra, loro ci vivono in mezzo da sempre (il loro sempre, se non altro) e anche se sono spesso solo piccole incongruenze, più spesso ancora semplici dissonanze, se non le consideri sulla distanza diventano pesanti come mattoni.  Le dissonanze infatti non sono altro che la punta di un iceberg… Insomma, può capitare che non vogliano compiere certe azioni, o persino che s’innamorino di qualcuno a cui non avevi pensato, contro tutte le aspettative e contro tutti, o che decidano cose che non avevi preventivato e…

…e beh, questo è il segno che stai raccontando un mondo vivo, almeno per i tuoi occhi di scribacchino. A quel punto hai due strade che puoi percorrere, ma solo se li ascolti, se non vuoi fare il prepotente e forzarli ad ogni costo lungo una strada che non è la loro, se provi a guardare coi loro occhi, puoi capire quale ingranaggio si è inceppato e far tornare a funzionare tutto. O quasi. In modo diverso, bisogna dirlo, e quasi sempre migliore dell’idea iniziale. Perché ogni libro è vivo. Si evolve e cresce come una creatura. È una serie di frammenti che si combina mentre li racconti, e alla fine ha un proprio DNA, che ti sorprende ogni volta.

E se la storia comanda, sono i personaggi che la fanno!

A presto!

“Trent’anni dopo…”

Come dite? NO! Non dovrete aspettare trent’anni per leggere altro! E no, non è nemmeno una pseudo-citazione ironica di Dumas… In questo caso volevo solo riferirmi al particolare indizio del mio particolare sequel fantasy che vi attende in questa primavera 2017. Oddio… più inizio estate, perché andremo a giugno dal momento che sono un po’ più lenta del previsto sulla tabella di marcia…

Comunque, tornando a noi, a volermi citare senza spoilerare troppo — suona spaventosamente pretenzioso ma abbiate pazienza — la fine de ‘Il Sangue di Marklant’ era proprio questa:

…e dopo questa conclusione, non mi andava di lasciarvi in attesa per chissà quanto; sarebbe stato un po’ come dirvi:

“Ecco, abbiamo risolto l’assedio sul fronte sud, vi abbiamo presentato i MOSTRI che si annidano oltre il Baluardo proprio quando ricominciano ad attaccare e a questo punto… 

Il che, sempre che vi fosse capitato di chiedervi cosa accadeva dopo, dal mio punto di vista sarebbe stato un peccato.

QUINDI, con il secondo volume in arrivo, chi di voi vuole potrà sapere cosa accadrà dell’assedio sul fronte nord!

Perché trent’anni dopo? Perché il Sangue di Marklant era la storia di Drith e dei Pugno e dei Dragoni, ma soprattutto la storia di una fortezza in particolare delle Marklant. Ovvero la storia di uno Scudo di Confine. E così in questo libro saprete cosa accadrà a quello Scudo di Confine e all’Assedio cui è costretto da seicento anni. E saprete cosa ne è stato dei Pugno…

Tranquilli, chi non ha letto il primo libro potrà leggere il sequel senza problemi — o così spero, sto lavorando con questo obiettivo o almeno ci provo, anche se qualcosa mi sfuggirà di certo. In alternativa potreste sempre provare a leggerlo nell’attesa…

Chi lo ha già letto invece, sa cosa troverà. Marca, sì, anche se stavolta la vicenda è spostata sul Baluardo. E  la Conca.  Naturalmente i Dragoni e la fortezza che difende il mondo degli Uomini dall’Orrore a nord… Spettri e Spiriti Morti, macchine da guerra di sapore dichiaratamente Leonardesco (!) e, ovviamente, i Pugno. Perché è la loro storia, la loro saga, sempre che questa parola non vi sembri anch’essa troppo pretenziosa.

E perché in fondo è vero. Ogni cosa che ha un inizio ha anche una fine, ma per fortuna ogni fine non è che un nuovo inizio.

Se ne avrete voglia, quindi, vi aggiorno presto!

😀