“Trent’anni dopo…”

Come dite? NO! Non dovrete aspettare trent’anni per leggere altro! E no, non è nemmeno una pseudo-citazione ironica di Dumas… In questo caso volevo solo riferirmi al particolare indizio del mio particolare sequel fantasy che vi attende in questa primavera 2017. Oddio… più inizio estate, perché andremo a giugno dal momento che sono un po’ più lenta del previsto sulla tabella di marcia…

Comunque, tornando a noi, a volermi citare senza spoilerare troppo — suona spaventosamente pretenzioso ma abbiate pazienza — la fine de ‘Il Sangue di Marklant’ era proprio questa:

…e dopo questa conclusione, non mi andava di lasciarvi in attesa per chissà quanto; sarebbe stato un po’ come dirvi:

“Ecco, abbiamo risolto l’assedio sul fronte sud, vi abbiamo presentato i MOSTRI che si annidano oltre il Baluardo proprio quando ricominciano ad attaccare e a questo punto… 

Il che, sempre che vi fosse capitato di chiedervi cosa accadeva dopo, dal mio punto di vista sarebbe stato un peccato.

QUINDI, con il secondo volume in arrivo, chi di voi vuole potrà sapere cosa accadrà dell’assedio sul fronte nord!

Perché trent’anni dopo? Perché il Sangue di Marklant era la storia di Drith e dei Pugno e dei Dragoni, ma soprattutto la storia di una fortezza in particolare delle Marklant. Ovvero la storia di uno Scudo di Confine. E così in questo libro saprete cosa accadrà a quello Scudo di Confine e all’Assedio cui è costretto da seicento anni. E saprete cosa ne è stato dei Pugno…

Tranquilli, chi non ha letto il primo libro potrà leggere il sequel senza problemi — o così spero, sto lavorando con questo obiettivo o almeno ci provo, anche se qualcosa mi sfuggirà di certo. In alternativa potreste sempre provare a leggerlo nell’attesa…

Chi lo ha già letto invece, sa cosa troverà. Marca, sì, anche se stavolta la vicenda è spostata sul Baluardo. E  la Conca.  Naturalmente i Dragoni e la fortezza che difende il mondo degli Uomini dall’Orrore a nord… Spettri e Spiriti Morti, macchine da guerra di sapore dichiaratamente Leonardesco (!) e, ovviamente, i Pugno. Perché è la loro storia, la loro saga, sempre che questa parola non vi sembri anch’essa troppo pretenziosa.

E perché in fondo è vero. Ogni cosa che ha un inizio ha anche una fine, ma per fortuna ogni fine non è che un nuovo inizio.

Se ne avrete voglia, quindi, vi aggiorno presto!

😀